Arte - Cultura

“La città senza rughe”, il romanzo premonitore di Roberto Ritondale

Fiaba moderna tra bullismo, rapporti genitori-figli e la preziosa memoria dei saggi

E’ sposato con la scrittura e dai suoi occhi che “scavano” come un tuffo nel mediterraneo, è nata una visione futuristica del nostro mondo che, ai tempi del Coronavirus, appare quasi una premonizione. Guerra civile e città-stato dove un dittatore decide di eliminare gli anziani, bulli e violenze, ma anche fratellanza e coraggio, di questo parla “La città senza rughe“, il nuovo romanzo di Roberto Ritondale, edito da Book Road.

Giornalista Ansa, scrittore ambulante come lui stesso si definisce, Roberto sfonda quasi il muro del tempo ideando una trama che solo qualche mese fa sarebbe stato impossibile immaginare reale. Oggi il suo libro “La città senza rughe” appare una metafora dell’odierna pandemia Coronavirus. Il suo vero scopo, però, è far riflettere sul bullismo, sul rapporto genitori-figli e su quanto siano importanti gli anziani in una società incapace di coltivare la memoria.

Troppo spesso ci si dimentica della figura del “saggio”, colui che ha l’esperienza, e che per tutti noi è un dono, qualsiasi sia il segno che ha lasciato tra le pieghe delle mappe stradali del mondo. Camminando per quello stesso mondo, Roberto Ritondale legge le vite, solleva i tappeti e scova quanto di più profondo ci sia da raccontare.

Nel futuro, come oggi, ci si deve battere

“E’ il 2040, dopo la guerra civile che ha frammentato l’Italia, una iuventucrazia illuminata governa la città-stato di Como – racconta un estratto del romanzo – la situazione precipita quando il colonnello Ebe si proclama dittatore e decide di eliminare gli anziani per motivi estetici ed economici”.

Qualcosa però si muove. “La scomparsa di nonna Etilla scatena la reazione del nipote e dei suoi amici quindicenni che, nonostante ostacolati dalle violenze dei bulli e del regime, affrontano ogni rischio pur di salvare gli anziani”. E i personaggi, una serie “caratteri” dei nostri tempi, come “il timido Ezio che sogna di emulare Alessandro Volta, la poliglotta Ippolita dalle lunghe treccine rasta, il malinconico Tespi che scrive solo poesie proibite e il giocoso Ocno sempre munito di biscotti e eyePhone”, riusciranno a riconquistare la libertà?

Autore del riconosciutissimo e premiato “Sotto un cielo di carta”, il nuovo lavoro di Ritondale vuole essere “una nuova favola moderna che farà sorridere e commuovere giovani e adulti con colpi di scena, tenere storie di amicizia, misteri inquietanti e morti sospette”. Per acquistare direttamente “La città senza rughe” (romanzo premonitore ai tempi del Coronavirus), e leggerlo tutto di un fiato, clicca qui. Per ora disponibile solo in ebook.

Perché Roberto si definisce scrittore ambulante?

“Perché viaggio tanto attraverso l’Italia, presento i miei libri nelle scuole, nelle librerie, nelle sartorie, nei bar, nell’ambito di note e meno note rassegne letterarie”, ma anche e soprattutto “nelle residenze per anziani e persino a domicilio, ovvero a casa dei lettori, senza chiedere nulla in cambio se non la presenza di una decina di amici e la degustazione di un caffè. Possibilmente buono!” 

Da questi incontri poi, nasce spesso un racconto, nato proprio da attimi trascorsi insieme, parole e sensazioni, perché per Roberto è importante “ripristinare un tipo di rapporto antico in un’epoca in cui tutto sembra virtuale, di plastica”.

L’amore per i libri è un collante fra persone che hanno bisogno di un contatto: quello ‘umano’ e quello con la carta dei libri.

Roberto Ritondale

Per conoscere meglio Roberto Ritondale, leggi qui.

Raccontiamo le eccellenze italiane con passione, perché crediamo che il talento meriti spazio e che sia meritocratico. Eccoci!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *